A chi assomigli? (salmo 17)

A CHI ASSOMIGLI?  (SALMO 17)

Agli inizi della sua carriera, un famoso lanciatore di baseball era solito raccontare un aneddoto che lo aveva colpito molto quando, in un periodo particolare della sua vita, si trovò a lottare per uscire fuori dalla droga. Un giovane padre stava comodamente seduto in poltrona, cercando di leggere il giornale, ma la bambina lo assilava perchè voleva giocare con lui. Dispiacendosi per essere stato interrotto, ma non volendo urtare i sentimenti della sua piccola, strappò da una pagina del giornale una grande figura del mondo. La ridusse in tanti piccoli pezzi, poi, rivolto alla bambina, le disse: “Appena avrai ricomposto la figura giocheremo insieme”. Dopo alcuni minuti di silenzio la bambina ritornò dal papà con la figura intatta. “Come hai fatto a ricomporla così in fretta?”, le chiese il padre. “Facile”, rispose la bimba, “dall’altra parte del mondo c’era la figura di un uomo. Ho messo insieme l’uomo, e ogni pezzo del mondo è andato al suo posto”.

Avere fiducia in sè stessi (vv. 1-5)

Quando Davide scrisse il Salmo 17, a differenza del nostro atleta egli non aveva problemi di controllo sulla propria vita o di abuso di sostanze stupefacenti. Prima dei suoi fallimenti personali, Davide presentava a Dio sè stesso come un uomo i cui problemi nella vita erano interamente colpa di qualcun altro (vv. 6-14). Davide, sicuro di sè, è tranquillo di fronte all’esame di Dio: “Tu hai scrutato il mio cuore … e non hai rinvenuto nulla…” (v. 3). Forse leggendo questo salmo non puoi identificarti con ciò che stiamo dicendo. Forse dirai: “Quello non sono io. Sono ben lontano dall’essere perfetto. Non assomiglio proprio alla persona descritta”. Fatti animo. Soltanto Uno è stato capace di elevare onestamente una preghiera simile a quella contenuta nel Salmo 17 durante tutti i giorni della Sua vita: il nostro Signore Gesù Cristo, che è vissuto senza peccato. Sebbene non siamo in grado di identificarci con l’atteggiamento di purezza di Davide, possiamo però immedesimarci nelle circostanze minacciose che egli dovette affrontare: “… dai miei mortali nemici che mi circondano” (v. 9). Sei stato trattato duramente (v. 10) o qualcuno, come “… un leone che brama lacerare…”(v. 12), ti ha usato per i propri scopi piuttosto che dimostrarti affetto e premura? Quando Davide scrisse questo salmo, egli non aveva alcuna certezza di poter risolvere i propri problemi esterni, mentre era certo di aver bisogno dell’aiuto di Dio per appianarli (v. 4). All’epoca in cui scrisse il Salmo 51, Davide si rese conto – dopo aver commesso il suo più grande peccato mortale – di non avere risposta neanche ai suoi problemi interiori; capì che Dio è l’unica risorsa, la sola fonte cui attingere per l’aiuto e per il perdono. La tua vita è ridotta in brandelli? Ti senti forse sparpagliato in tanti pezzi che giacciono disseminati sul pavimento dell’esistenza? Come vuoi ricomporli? Con l’aiuto di Dio o con l’aiuto degli uomini? Il segreto sta nel non guardare al nostro mondo in pezzi, ma alla Persona di Gesù. Prendi in prestito la richiesta fatta da Davide in questo salmo, e falla tua.

“Signore, ascoltami” (v.6)

Racconta al Signore quello che ti sta accadendo. Chiedi il Suo aiuto. Dio vuole “dare ascolto” alla tua preghiera. Non essere riluttante, vergognoso o imbarazzato nel rivolgerti a Lui. Egli non sprezza un cuore rotto e contrito (cfr. Salmo 51:17).

“Signore, salvami” (v. 7)

Davide chiede a Dio: “Spiega le meraviglie della tua bontà”. Morendo sulla croce, Gesù ci ha dimostrato l’estensione dell’amore di Dio per noi (cfr. Romani 5:6-8).

“Signore, preservami”(v. 8)

Davide prega: “Preservami come la pupilla dell’occhio; nascondimi all’ombra delle tue ali” (v. 8). Quando guardo nella pupilla di un altro vedo in miniatura il riflesso di me stesso, perciò, ogni sguardo che rivolgo al Signore mi ricorda che io sono nel Suo campo visivo.

A chi assomigli? Su cosa è poggiata la tua attenzione: sulla tua vita privata ridotta a pezzi o sulla Persona che ha l’autorità di rimettere insieme il tutto? Davide affermava: “… Quanto a me, per la mia giustizia, contemplerò la tua faccia, mi sazierò, al mio risveglio, della tua sembianza”(v. 15). Se manteniamo costante il nostro sguardo su Gesù cominceremo ad assomigliarGli. Noi siamo la pupilla dell’occhio Suo; facciamo in modo che Egli lo sia del nostro.

(un Salmo per Oggi di George O. Wood)

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