Le Meditazioni di eVangelo

Il frutto dello Spirito: Pazienza

“Anzi in quanto partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevene. Ma se uno patisce come cristiano, non se ne vergogni, ma glorifichi Iddio portando questo nome” (I Pietro 4:13, 16) Il silenzio paziente del nostro Signore suscitò la meraviglia dei Suoi nemici: ‘ “Come l’agnello menato allo scannatoio, come la pecora muta dinanzi a chi la tosa, egli non aperse la bocca”. Davanti ai sommi sacerdoti Egli mantenne la Sua pace. A Pilato non diede nessuna risposta. Di fronte alla sfida e all ‘infamia della croce, Egli non rispose nulla, Lo vediamo soltanto benedire e pregare per tutti loro: “Oltraggiato, non rendeva gli oltraggi; soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva nelle mani di Colui che giudica giustamente”. Questo è stato il Suo modo di agire nel corso dei secoli. Lo rivediamo in ogni bambino afflitto a motivo di genitori ubriachi, in ogni martire bruciato al rogo, in ogni sofferente, vittima innocente di qualche prepotenza. Egli è stato condotto allo scannatoio come un agnello, eppure rimase in silenzio! L’uomo può uccidere i Suoi servi e bestemmiare il Suo nome, ma Gesù non pronuncia mai una parola! Questo è il significato di una di quelle rivelazioni, apparentemente strane eppure così importanti, che ritroviamo nel Libro dell’Apocalisse. “E quando l’Agnello ebbe aperto il settimo suggello, si fece silenzio nel cielo per circa lo spazio di mezz’ora”. I cantici del cielo sono messi a tacere; la moltitudine che non può essere contata presta ascolto agli appelli e ai gemiti dei fratelli che non possono ricevere aiuto. Gli angeli interrompono i loro inni e sono intenti ad ascoltare le tragedie di cui purtroppo devono essere testimoni (cfr. Ap. 8:1). Ma ricorda che il silenzio non significa indifferenza. Nel momento in cui il Signore era silenzioso davanti ai Suoi giudici, Egli stava portando il peccato del mondo. Quando il silenzio è proclamato in cielo, scopriamo che le preghiere dei santi vengono presentate al trono: suppliche d’intercessione, unite all’incenso del merito di Cristo. È con questo spirito che dobbiamo soffrire. Sii calmo, paziente e felice! Prega per coloro che ti usano con disprezzo e chiedi che le tue sofferenze, affrontate nel modo giusto, possano condurli alla conversione, come fece Stefano nei confronti di Saulo.

Dio ti benedica!

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