Le Meditazioni di eVangelo

Il frutto dello Spirito: Benevolenza

“Rivestitevi, dunque, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia, di benevolenza…” (Cl 3:12) Non è semplice coltivare questo frutto dello Spirito perché subisce molte contraffazioni. Alcune persone sono bonaccione per natura, prive di energie e di ambizioni, codarde o meschine. Alcuni sono caratterizzati da debolezza morale e da cedevolezza, per questo risulta loro più facile arrendersi che contendere nell’arena intellettuale o fisica. Ma nella benevolenza ci deve essere la consapevolezza di una cospicua riserva di forza. La benevolenza di Dio è abbinata all’onnipotenza. I movimenti della creazione, che non hanno né voce né linguaggio, dimostrano che le forze infinite sono all’opera. Se un ragazzo cerca di sollevare o di trasportare una lunga trave, molto probabilmente, quando avrà terminato, udiremo un tonfo fragoroso, poiché l’avrà lasciata cadere a terra pesantemente. Le sue energie sono esaurite ed egli chiede unicamente di potersi sbarazzare di quel peso, in qualunque modo e ad ogni costo. Ma se un uomo robusto prende sulle sue spalle un peso analogo, e lo trasporta lungo il medesimo tragitto, riuscirà a posarlo con dolcezza, poiché avrà ancora forza a sufficienza. L’essere benevoli è una dimostrazione di grande forza. Ricorda sempre che sei unito al Dio infinito e che tutte le cose sono possibili anche per te. Dobbiamo essere toller anti e pietosi verso chi approfitta di noi e della nostra semplicità. Il nostro scopo dev’essere quello di concedere attenuanti, ed essere sempre amorevoli verso ogni asprezza e anche di fronte alle cattive maniere. Disponiamoci ad ammettere che molto è dovuto alla scontrosità congenita. Quindi, trattiamo con amore chi sbaglia, e chi è fuori del cammino, poiché anche noi siamo mancanti. Qualcuno a dichiarato: “Se vuoi essere sopportato, sopporta anche chi ti sta attorno. Cerca di essere benevolo nell’accettare i difetti e le mancanze degli altri, chiunque essi siano, poiché tu stesso hai molte carenze che devono essere soppor tate dagli altri”. Il nostro risentimento dovrebbe essere sempre temperato dal ricordo dei nostri peccati. Soltanto così saremo il popolo che Dio guarda con benevolenza.

Dio ti benedica!

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