Le Meditazioni di eVangelo

Un salmo di gratitudine

“Benedici, anima mia l’Eterno, e non dimenticare alcuno de’suoi benefici” (Salmo 103:2) Il salmista si rivolge risolutamente alla propria anima, come se dovesse risvegliarla dal letargo. A1 suo interno c’è un’intera orchestra di menestrelli che hanno bisogno di essere ridestati! Tutto quello che c’è all’interno deve essere consono a Dio e alla Sua lode. Non rimpiangiamo il passato, e non affatichiamoci per il futuro. Spesso dimentichiamo i preziosi benefici del momento presente, poiché supponi! amo che avanti a noi ci sia qualcosa di assolutamente più soddisfacente. Qui e adesso Dio sta perdonando, guarendo, redimendo, incoronando, soddisfacendo, ed eseguendo azioni ispirate alla Sua giustizia. Il tempo del Signore è: “Oggi…”; vivi nel presente! Vivi in Dio, che è lo stesso ieri, oggi e in eterno! Il ricordo dei modi in cui Egli ha agito nel passato nei confronti del Suo popolo, rappresentano un incentivo per la fede. Ciò che Egli era, lo è ancora. Egli è una fonte sovrabbondante d’amore pietoso, che trabocca di misericordia e di perdono. Nei vs 10-18, incontriamo due paragoni e altrettanti contrasti: “Quanto i cieli… Quanto è lontano il levante dal ponente… Come un padre …I giorni dell’uomo sono come…”. Gli antichi pensavano che il cielo fosse una realtà solida: una specie di soffitta blu. Che profondità ha il nuovo significato che possiamo ricavare dalle parole: “…quanto i cieli sono alti al disopra della terra”! C’è una distanza infinita sopra di noi, ! ma non più infinita della misericordia di Dio. Secondo la concezione orientale, l’Est e l’Ovest erano i punti in cui il sole sembrava nascere sulla superficie terrestre, “appoggiando il suo mento sull’onda orientale” e avvicinando le tende di notte. A noi, il telescopio rivela la distanza quasi inconcepibile che separa la terra dal sole, eppure questa è la distanza a cui Dio ha allontanato da noi le nostre trasgressioni. “Come un padre…”. La tenerezza di un padre per il suo bimbo appena nato, minuscolo e debole, e sempre molto toccante. La supplica più efficace, agli occhi di Dio, è quella della debolezza più disperata! Il Figlio di Dio si è fatto uomo: “…Poiché egli conosce la nostra natura; egli si ricorda che siam polvere”. “I giorni dell’uomo sono come l’erba…”. L’ultimo contrasto, nella mente del Signore, scaturiva osservando i fiori che stavano ai Suoi piedi (cfr. ! Mt 6:30). I fiori sbocciano e muoiono, stagione dopo stagione, nella vasta immensità della natura: così fragili, così belli, così fugaci. Le generazioni dell’umanità non sono più durature. Ma la misericordia del Signore esiste dall’eternità e dura per sempre. Alla luce di tutto ciò il salmista esclama: “Benedici, anima mia l’Eterno!”. Ci sovviene l’aneddoto di quel grande direttore di orchestra, il cui orecchio ben esercitato avvertiva la mancanza dell’ottavino, lo strumento apparentemente più insignificante Così a Dio mancherà la tua voce se ti rifiuti di lodarLo.

Dio ti benedica!

 

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