Archivio tag | dio ti benedica

Le Meditazioni di eVangelo

Le Meditazioni di eVangelo

Piacere a Dio

“L’Eterno prende piacere in quelli che lo temono” (Sl 147:11) Dio prende piacere in chi esercita la fede, perché “senza fede è impossibile piacergli”; ma certamente la scelta è libera. La nostra fede è preziosa ai Suoi occhi, fosse anche come quella che ci fa toccare il lembo della Sua veste o minuscola come il granel di senapa. La Bibbia afferma che dovremmo camminare in modo da piacere a Dio. Come poss iamo camminare in questa maniera? Non è alla nostra portata. Ma che beatitudine sapere che se soltanto saremo in grado di operare ciò che Egli compie in noi, e ci abbandoniamo a Lui, Egli ci perfezionerà in ogni opera buona per adempiere la Sua volontà (cfr. Eb 13:21). Ci sono molti modi di piacere a Dio. La generosità è un sacrificio accettevole e stimato da Dio; l’ubbidienza viene apprezzata dal Signore; un cammino con il Signore, umile e santo, simile a quello di Enoc, susciterà questa medesima testimonianza, vale a dire che è stato gradito da Dio. Non deludiamoLo, ma “camminiamo in modo degno del Signore piacendoGli in ogni cosa”.

Dio ti benedica!

Le Meditazioni di eVangelo

Le Meditazioni di eVangelo

“…non dare ad altri il fiore della tua gioventù” (Pr 5)

Questa presentazione richiede JavaScript.

Questo brano esorta, oltre che a fuggire la donna corrotta, a non intrattenere con lei alcun rapporto d’amicizia. Questi consigli non vogliano essere discriminatori, ma saggi avvertimenti di Chi conosce molto meglio di noi le insidie in agguato. Comportarsi diversamente vorrebbe dire donarsi al peccato, e al diavolo, che lavora incessantemente per deturpare ! l’opera di Dio. Vorrebbe dire offrire ad un altro la nostra vita che deve essere in realtà un possesso esclusivo del Signore. Lo scrittore si rivolge ad un giovane, ma i suoi consigli sono certamente validi per i credenti di ogni età. Il versetto 9 in modo particolare, mette in risalto come il Signore vuole dai Suoi figlioli il meglio di quanto sono in grado di offrire. Lo scrittore si chiede, infatti, perché mai si dovrebbe offrire il fiore della gioventù al nemico delle anime nostre? Perché offrire il meglio di noi stessi per attività inutili, che non fanno altro che far trascorrere nella pigrizia spirituale le ore, i giorni, gli anni? Perché offrire i nostri talenti per impegni, che hanno il solo scopo di sottrarci energie facendoci accantonare dall’impegno nell’Opera del Signore? Il Signore ci ha donato là vita, con essa la forza fisica, l’intelligenza e cento altre capacità, perché mai sprecarle in attività che non Gli danno gloria? Non è sufficiente evitare il peccato pe r impedire che la nostra vita sfiorisca inutilmente, bisogna altresì impegnarla fino in fondo in ubbidienza alla volontà di Dio.

Dio ti benedica!

Le Meditazioni di eVangelo

Le Meditazioni di eVangelo

Cercando le anime perdute

“Rallegratevi meco, perché ho ritrovato la mia pecora ch’era perduta. Io vi dico che così vi sarà in cielo più allegrezza per un solo peccatore che si ravvede” (Lu 15:6, 7) Il nostro Signore volle avvicinarsi ai peccatori, non perché ci fosse qualche affinità tra il Suo carattere e il loro, ma perché Egli desiderava riportarli dal paese lontano in cui avevano vagato. La pecora errante, d! el tutto ignara, bruca l’erba che le sta direttamente davanti, e continua a brucare fino a quando si allontana enormemente dal pastore e dal resto del gregge. Questa è forse un’immagine della tua vita? Sei vissuto soltanto in vista della tua gratificazione personale, girovagando spensierato e inconsapevole dei pericoli che minacciavano di distruggerti? Allora ricorda, che malgrado tu non abbia cura di te stesso, la tua condizione suscita la più profonda sollecitudine nel cuore di Cristo. Probabilmente, non troverai mai la strada per giungere a Lui, ma Egli è sul tuo cammino, e non abbandonerà la tua ricerca fino a quando non ti raggiungerà proprio dove ti trovi, traendoti dalle rocce in cui sei caduto, o dalle spine in cui ti sei impigliato. La moneta perduta porta l’immagine e la scritta del sovrano, la data in cui, venne coniata dalla zecca, ma è inutilizzata, annerita e forse rovinata, in mezzo alla polvere del luogo, oppure incastrata nella fessura del pavimento. Il suo pr! oprietario spazza, fruga ed esplora ogni possibile angolo fino a quando riesce a trovarla. Quest’immagine si presta bene ad illustrare l’anima dell’uomo, che giace in mezzo alla povere del peccato pur essendo stata creata ad immagine di Dio. L’unica speranza per il peccatore è l’apprensione nel cuore di Dio, che rivolterà ogni pietra fino a trovarci. La casa della Vita è sottosopra, ovunque c’è agitazione e movimento, e tutto questo unicamente perché dobbiamo essere ritrovati.

Dio ti benedica!


Le Meditazioni di eVangelo

Le Meditazioni di eVangelo

Tu sei il mio Dio (Is 25)

Nell’opinione corrente la religione viene associata all’immagine di una vita grigia e intristita. Il credente viene visto di sovente come una persona scialba che si priva in maniera masochista delle gioie della vita. Eppure, anche nel brano che siamo chiamati a meditare, fanno la loro apparizione espressioni di giubilo: “Esultiamo, rallegriamoci per la salvezza!” (v.9). Ci stiamo imbatten! do nell’ennesimo paradosso della Scrittura. Rinunciare a qualcosa che al Signore non piace non equivale a condurre un’esistenza frustrante e piena di inibizioni ma significa piuttosto gettare le basi di una vita santa che ci porterà a sperimentare l’ineguagliabile gioia dell’approvazione divina. Allegrezza, felicità, tripudio sono termini ricorrenti nella Parola di Dio ma pressoché banditi dal vocabolario corrente. Appaiono espressioni retoriche ed enfatiche difficilmente applicabili al contesto in cui viviamo fatto di noia, insoddisfazione, sofferenza e paura. Dalla Parola del Signore traspare, invece, e con decisione, un ininterrotto annuncio festoso che parte dalle prime pagine di Genesi dove fa capolino la speranza di un riscatto per il genere umano, fino alle ultime pagine di Apocalisse dove Gesù annuncia il convito finale rinnovando l’invito a partecipare a quella festa. Anche nel nostro brano viene ripresa l’immagine del gioioso banchetto finale preparato per tutti colo! ro che avranno praticato la Sua volontà. Per chi crede, la festa è già cominciata poiché per fede siede già al tavolo con il Signore Gesù per celebrare il trionfo della verità e l’inaugurazione di un’infinita età di pace e giustizia.

Dio ti benedica!

Le Meditazioni di eVangelo

Le Meditazioni di eVangelo

CRESCERE PER DIVENIRE PICCOLI

Mr 4:26-34 Il testo di oggi ci presenta due parabole: la prima fa ricorso al¬l’immagine della semenza, la seconda usa metaforicamente la figura del granello di senape. Sia l’una che l’altra, sono meravi gliosi esempi spirituali dell’opera della Parola di Dio nel credente. La prima parabola fa riferimento al regno di Dio: la semenza, vale a dire la Parola del divino Maestro Gesù Crist! o, ricevuta per fede, rappresenta il seme spirituale che feconda la vita di quanti si pongono in ascolto, in maniera che quella semenza, secondo modalità di matrice divina per noi del tutto imprevedibili, germogli nella mente e nel cuore degli uomini, secondo la volontà di Dio. Lasciamo dunque lievitare la Parola di Dio nella nostra mente al fine di giungere ad avere la “mente di Cristo”, ricordando che l’opera di Dio si svolge secondo dei processi spirituali, naturali, inarrestabili, in parte misteriosi, proprio come accade nel regno vegetale, dove ben poco può l’opera dell’uomo. La seconda parabola ci parla del granello di senape: un seme dalle dimensioni insignificanti. Questa è la volontà di Dio, che noi Suoi eletti, siamo umili e piccoli simili al granello di senape. Il regno di Dio è fondato su realtà dall’aspetto tutt’altro che appariscente. L’attenzione non può e non deve essere posta sulla con¬sistenza dei mezzi a disposizione, sull’efficacia dell’organizzazione, sull! ‘imponenza delle strutture o la sagacia di qualche uomo, ma l’accento deve cadere piuttosto sul miracolo, l’esito inatteso, lo sviluppo del tutto prodigioso e non consequenziale, opera del cielo e non della terra, di Dio e non dell’uomo. Che la gloria venga strappata dalle mani dell’uomo per essere attribuita solo al nostro Dio!

Dio ti benedica!

Le Meditazioni di eVangelo

Le Meditazioni di eVangelo

DUE DIMORE PER LA GLORIA DI DIO

Il Tabernacolo, sebbene realizzato materialmente da Mosè, rimane, senza ombra di dubbio, un’opera divina. Ogni particolare venne ordinato dal Signore ed eseguito fedelmente da Mosè. Certo non si sarebbe potuto paragonarlo allo splendore del Tempio, costruito molto tempo dopo, ma pure in quella tenda dall’aspetto esteriore dimesso, albergava la gloria di Dio. In effetti, a ben considerare, nemmeno i cieli o qualsiasi altro spazio creato può contenere la gloria dell’Eterno, eppure quella ! tenda fu chiamata ad assolvere a queste funzioni. Questo perché doveva essere la figura analogica di Gesù Cristo, il Quale pur essendo coperto di gloria eccelsa, venne ad abitare in un corpo mortale. L’offerta per il Tabernacolo, fatta dai dodici principi d’Israele, era segno della sottomissione di tutto il popolo all’autorità divina. Non era tanto il valore dell’offerta che risultava gradito al Signore, ma piuttosto il suo significato: certezza della Sua presenza tra il popolo. Nella nostra dispensazione il ruolo centrale della tenda non è identificabile in strutture simili a quelle del vecchio Tabernacolo o paragonabili al Tempio , ma è piuttosto l’insieme di cuori che compongono la Chiesa di Cristo. Ma in qualcosa queste due tipologie abitative del Signore sono uguali: nella sostanza, vale a dire la presenza del Signore. Cosa offriremo perciò al Signore come segno della nostra fedeltà? La Parola di Dio ci suggerisce la fede, il culto razionale, i sacrifici di lode e la sott! omissione all’autorità celeste esercitata nella Chiesa dallo Spirito, e da Lui soltanto.

Dio ti benedica!

Le Meditazioni di eVangelo

Perfetta sufficienza

“L’Eterno Iddio è sole e scudo; l’Eterno darà grazia e gloria. Egli non ricuserà alcun bene a quelli che camminano nella integrità” (Sl 84:11) Il Signore Iddio è un Sole e uno Scudo, nel senso più completo dei termini. Nessuna delle Sue opere può rivelare appieno il grande Architetto, Esecutore e sostenitore dell’universo; i pensieri più eccelsi della mente umana non possono mai elevarsi a c! omprendere l’Infinito. Il sole naturale è inconcepibilmente grande, non possiamo afferrarne la grandezza; è infinitamente splendente, non possiamo guardare un raggio della sua luce non schermata. Tuttavia, è forse il più piccolo di tutti gli innumerevoli soli che Dio ha fatto nell’universo! E che diremo del glorioso Creatore di tutto ciò? Il Signore Dio è Sole. Egli è la realtà di tutto ciò che il sole suggerisce. Caro lettore, è Dio il Sole anche della tua vita? Il Signore è anche uno Scudo. Ogni momento viviamo in mezzo a pericoli. Dentro di noi e intorno a noi ci sono pericoli invisibili che in ogni momento potrebbero porre fine alla nostra vita terrena. Allora, perché possiamo dimorare così al sicuro? Perché il Signore Iddio è uno Scudo. Il mondo, la carne e il diavolo sono reali; e senza aiuto non abbiamo la potenza per proteggere o liberare la nostra anima da queste insidie. Ma il Signore Iddio è uno Scudo. Allora è poca cosa andare in Cina; è un rischio veramente piccol! o da correre; poiché sia laggiù, che a casa nostra il Signore Iddio è uno Scudo. Conoscere e fare la Sua volontà: questa è vera sicurezza e riposo.

Dio ti benedica!