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Le Meditazioni di eVangelo

Le Meditazioni di eVangelo

Fede in Dio

“Gesù, rispondendo, disse loro: Abbiate fede in Dio!” (Mr 11:22) Credere nella fedeltà di Dio. Riteniamo sia questo il significato delle parole del nostro Signore. L’uomo ha bisogno di un credo e qui ce n’è uno ispirato: breve, intellegibile e diretto. Soddisfa ogni necessità umana, è adatto ad ogni età e nazionalità; è appropriato ad ogni circostanza della vita quotidiana. Riguarda tutte le occupazi! oni temporali dell’uomo, risponde ad ogni esigenza spirituale. Dobbiamo dipendere dalla fedeltà di Dio per ricevere ogni giorno il nostro cibo: “Dacci oggi il nostro pane cotidiano”. Da Lui dobbiamo dipendere per il nostro vestiario, poiché Egli riveste l’erba dei campi. Dobbiamo portare a Lui ogni preoccupazione per le cose materiali, e non essere ansiosi di nulla. Il nostro sentiero è oscuro? Egli è il nostro sole. Siamo in pericolo? Egli è il nostro riparo. Se confidiamo in Lui, non saremo svergognati; e se anche la nostra fede viene meno, “Egli rimane fedele”. La mancanza di fiducia è alla base di quasi tutti i nostri peccati e debolezze; e come potremo vincerla se non guardando al Signore e osservando la Sua fedeltà? L’uomo che crede alla fedeltà di Dio non si dimostrerà imprudente o avventato, ma sarà pronto per ogni evenienza. L’uomo che crede alla fedeltà di Dio saprà ubbidirGli, per quanto possa apparire impegnativo e sconveniente.

Dio ti benedica!


Le meditazioni di eVangelo

Le Meditazioni di eVangelo

Gesù luce del mondo

“lo son la luce del mondo; chi mi seguita non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8:12) La stella Sirio è così lontana dalla nostra piccola terra, che la sua luce, che pure corre alla velocità di 300.000 Km al secondo, deve viaggiare per otto lunghi anni prima di essere percepibile alla nostra vista. Eppure è così brillante, che quando un suo raggio risplende nel telescopi! o, l’occhio dell’astronomo ne viene abbagliato, quasi si trattasse del sole. Ma se la luce di una sola stella risulta così intensa a livello fisico, cosa potremo mai pensare del Signore di cui ci viene detto: “Dio è luce, e in Lui non vi sono tenebre alcune”? Eppure possiamo vivere e operare nel pieno di quella luce penetrante e avere comunione con Lui! Purificazione presente. Anni or sono, nella mia comunità, avevo un amico spazzacamino. Di domenica cantava nel nostro coro e la sua faccia risplendeva dell’amore di Dio. Ma se capitava di passare davanti a casa sua nel momento in cui faceva ritorno dal lavoro, il suo volto era annerito al punto da essere quasi irriconoscibile! Eppure anche allora risaltava una personalità dall’aspetto chiaro e lucente, proprio come di domenica! I suoi occhi risplendevano di un bianco perlato. Sembrava che fossero refrattari a quel denso pulviscolo. E perché? Perché la natura, che è il guanto della mano di Dio, ha fornito le ciglia, le sopraccig! lia e soprattutto, le lacrime, in modo che, in qualsiasi ambiente, l’occhio venga mantenuto lubrificato e pulito. Questa forse è un’illustrazione di ciò che l’apostolo intendeva con l’espressione: “Il sangue di Gesù Cristo ci purifica da ogni peccato”. Il proposito fondamentale dell’anima, dovrebbe quindi essere quello di camminare nella luce com’Egli è nella luce. Dio Si riveste di luce come di un mantello. È un simbolo di purezza, d’amore e di gioia. La nostra vita è stata concepita per essere condotta in questo modo, anche quando siamo costretti a trascorrere le ore del giorno in compagnia di chi non conosce Dio e forse bestemmia il Suo nome. Quella luce può risplendere nel cuore e nel volto, e riflettersi su coloro che ci stanno vicini. Quella comunione con Lui può essere ininterrotta! Il canto del Signore può elevarsi nel nostro cuore senza una sola nota stonata! Tutto questo sembra impossibile, specialmente quando si è consapevoli del proprio peccato e della propria insu! fficienza. Eppure, non è impossibile, se abbiamo scoperto il vero segreto della nostra attuale esistenza: “II sangue di Gesù Cristo ci purifica da ogni peccato”.

Dio ti benedica!

UN SERVO FEDELE

UN SERVO FEDELE

L’apostolo Paolo fu uno dei servi di Dio più fedeli. Credo ci fossero tre motivazioni importanti dietro la fedeltà di Paolo: speranza, amore e timore.

Paolo aveva la benedetta speranza della vita eterna che lo motivava alla fedeltà. Aveva anche un grande amore per Cristo. In 2 Corinzi 5:14 dice: “L’amore di Cristo ci costringe”, cioè lo spingeva a restare fedele a Dio. Ma la fedeltà di Paolo era anche motivata da qualcos’altro: il timore reverenziale dell’ora in cui sarebbe stato davanti al Giudice del mondo nel giorno del giudizio!

Oggi una vasta maggioranza di cristiani possiedono solo le prime due motivazioni. In pratica ogni credente dichiara di avere la speranza della vita eterna, e molti esprimono in tutta sincerità: “So di amare Gesù con tutto il mio cuore”-

Ma la verità di un futuro giorno di giudizio è l’unica cosa che produca credenti seri e devoti. Coloro che allontanano tale pensiero sono solitamente freddi, noncuranti e indulgenti. Ma resta il fatto che, un giorno molto presto, ogni persona che sia vissuta si troverà nel luogo del giudizio per essere giudicata da Gesù Cristo: “Noi tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo” (2 Corinzi 5:10). “Così dunque ognuno di noi renderà conto di se stesso a Dio” (Romani 14:12).

In questo preciso istante, legioni di angeli sono pronti al comando di Gesù per radunare dai quattro canti della terra sia i giusti che gli empi: “Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, ed essi raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e gli operatori d’iniquità” (Matteo 13:41).
Tutti i ricchi, i famosi e i potenti di ogni età verranno condotti alla Sua presenza: “E i re della terra, i grandi, i ricchi, i capitani, i potenti…si nascosero nelle spelonche e fra le rocce dei monti, e dicevano ai monti e alle rocce: «Cadeteci addosso e nascondeteci dalla faccia di colui che siede sul trono e dall’ira dell’Agnello, perché è venuto il gran giorno della sua ira; e chi può resistere?»” (Apocalisse 6:15-17). by David Wilkerson

Un video che fà riflettere

Questo video tocca molto, si vede come il nemico cioè il diavolo tenti la ragazza.. ma molti di quelli che non conoscono e accettano Gesù nel cuore..si vede come il denaro, i vizi e ogni sorta di male che il diavolo da a chi non accetta Gesù tenti la ragazza..si vede che lei poi vorrebbe andare da chi da i suoi vizi, peccati, mali.. ma di come loro la rigettino..ciò è come fà il diavolo..ti tenta, ti alletta con ogni cosa che per un attimo può attrarre e poi dopo che l’hai fatta il diavolo di te non si interessa perchè ormai sei nella morte del peccato e distante da Dio… il ragazzo in veste bianca rappresenta quel Gesù che vuole solo i cuori di tutti e che ci ama di un amore eterno..

Giac 4:7 Sottomettetevi dunque a Dio; ma resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi.
Ger 15:21 «Ti libererò dalla mano dei malvagi, ti salverò dalla mano dei violenti».
Ap 3:20 Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me.
1P 2:24 egli ha portato i nostri peccati nel suo corpo, sul legno della croce, affinché, morti al peccato, vivessimo per la giustizia, e mediante le sue lividure siete stati guariti.
Dio vi benedica e protegga..

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Le fonti della gioia

“Questo giorno è consacrato al Signor nostro; non v’attristate; perché il gaudio dell’Eterno è la vostra forza” (Nehemia 8:10) La gioia e la felicità costituiscono un elemento indispensabile per l’essere umano. Non possiamo vivere al meglio la nostra vita se il dolore e la depressione dominano incontrastati. In questo capitolo vengono menzionate tre distinte fonti di gioia. Il popolo comprendeva la Parola di Dio e ne traeva profitto. Il desiderio di ascoltare, non appena Esdra aprì il Libro Sacro! , era straordinario (vv. 3, 5, 12,18). Dilettiamoci anche noi in Dio attraverso la Sua Parola. Non leggiamo la Bibbia come fosse soltanto un dovere, ma meditiamo su di essa, fino a quando le sue bellezze giungano a fondersi con i nostri pensieri e diventino parte integrante della nostra vita. È così che la vita si purifica e si arricchisce. Se ci dilettiamo in Lui, non desidereremo più le cose terrene e corruttibili, ma Dio esaudirà i desideri del nostro cuore, e saremo pienamente soddisfatti. Essi condivisero le cose buone con coloro per cui non era stato preparato nulla (vv. 10, 12). Per i cuori rotti e dolenti non c’è cura migliore in vista della loro guarigione. Nehemia non poteva fornire un consiglio migliore di quello di esortare il popolo a condividere le loro gioie e beatitudini con chi aveva una vita priva di qualsiasi conforto. Naturalmente il cristianesimo possiede altre fonti di gioia. Il nostro Salvatore ci dà la Sua gioia, perché Egli ci rivela il Padre, ci fa ri! posare in Lui e ci pone dinanzi un obiettivo veramente eccellente. Egli rende leggero il nostro lavoro poiché Egli stesso ce lo ha assegnato, il dolore è sopportabile perché lo condivide con noi e la morte è desiderabile perché ci ha aperto le porte della Casa del Padre. Abbiamo la Sua medesima gioia (cfr. Giov. 15:11; 16:22, 24). La loro ubbidienza. Non appena compresero le parole udite, essi iniziarono a metterle in pratica. Ovviamente c’era gioia, poiché l’osservanza dei comandamenti di Dio implica sempre una preziosa ricompensa. Fu durante la Festa dei Tabernacoli che il nostro Signore parlò dello Spirito Santo che penetra nel cuore per spegnere la sete e che si riversa come un fiume in un mondo che muore nella desolazione (cfr. Giov. 7:37-39). Non possiamo fare nulla se in noi non dimora stabilmente lo Spirito Santo. Soltanto attraverso di Lui possiamo essere giusti davanti a Dio, essere veramente felici e trasmettere agli altri questa gioia e questa consolazione.

! Dio ti benedica!

Le Meditazioni di eVangelo

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Miracoli moderni

“E molti vennero a lui, e dicevano: Giovanni, è vero, non fece alcun miracolo; ma tutto quello che Giovanni disse di quest’uomo, era vero. E quivi molti credettero in lui” (Giovanni 10:41, 42) La gente era incline a sminuire il valore della vita di Giovanni Battista perché non aveva operato miracoli. Ma certamente la sua intera esistenza era un miracolo; dall’inizio alla fine vibrò per mezzo della potenza divina. Questo è ancora oggi un errore in cui incorrono molti uomini. Sostengono che l’età dei m! iracoli sia finita. Se ammettono che tali prodigi possono essere stati operati un tempo, insistono nel sostenere che il mondo li abbia messi da parte e che, nella sua maturità, il genere umano se ne sia sbarazzato come cose da bambini! Non c’è nessun miracolo! Ma la scorsa estate Dio ha prodotto manciate di grano, che i contadini lanciarono in parte sui campi, e che sono sufficienti a nutrire tutte le popolazioni del mondo. Tutto questo con la medesima facilità con cui Egli con solo cinque pani d’orzo seppe sfamare più di cinquemila persone! Nessun miracolo! Ma l’autunno che è appena passato ha saputo trasformare la rugiada della notte e le ombre del giorno in frutti che rallegrano il cuore dell’uomo, come quella volta in Cana in cui Egli mutò l’acqua delle giare in vino scuro! Nessun miracolo! Ma la prossima primavera, con dei semi minuscoli e dei bulbi che sembrano morti, Egli rivestirà il mondo con la bellezza, il colore e il profumo. Molti lettori penseranno che queste rig! he non siano in grado di operare miracoli. Per la monotonia dei luoghi comuni a cui ricorrono. Il cielo grigio della routi ne piatta sembra essere il loro destino prestabilito. Ma fatevi tutti coraggio! La reale bellezza della vita è alla vostra portata, se soltanto la rivendicate per la grazia di Dio. Non cercate di fare una cosa grande, altrimenti guasterete tutta Ia vostra vita aspettando quell’opportunità che potrebbe non arrivare mai. Ogni azione, per quanto banale, riceve il riconoscimento immediato ed infine un’ade guata ricompensa da parte di Cristo. Tutta la vita è estremamente interessante, ma abbiamo bisogno di occhi per vedere e cuori per comprendere! Osa essere un seguace di Gesù semplice, umile e sincero, e si potrà dire anche di te: “Lui o lei non ha operato miracoli ma la sua vita e le sue parole ci hanno parlato di Gesù Cristo, e Lo abbiamo sperimentato personalmente. Queste ci hanno condotto realmente a credere in Cristo”.

Dio ti benedica!

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Moderare le parole (Pr 17)

Leggendo attentamente gli ultimi due versetti del testo ci si rende conto dell’importanza di avere un linguaggio moderato. È difficile incontrare qualcuno che ammetta apertamente di parlar troppo e alle volte a sproposito. Vale sempre la regola generale secondo la quale: “nella moltitudine delle parole non manca la colpa”(1). Gesù disse che gli uomini dovranno rendere conto anche “di una! sola parola oziosa” (2). Un moderno scrittore statunitense disse: “un americano medio dice ogni giorno circa 30.000 parole, l’equivalente di un libro di non apprezzabili dimensioni”. Non sono soltanto gli americani a detenere questo record. Il Signore ci ha fatto due orecchie ed una bocca: è saggio chi mantiene queste proporzioni nel rapporto tra le cose dette e quelle udite. Di solito la solidità della mente si misura dalla sobrietà delle parole. Sarebbe meraviglioso se tutti aprissero la loro bocca soltanto quando la parola è preferibile al silenzio. Il bellissimo brano di Giacomo (3) ci fa comprendere tutta l’importanza di un retto e moderato uso della parola. Se lo si legge attentamente si noterà che il difetto della loquacità non è poi una mancanza di poco conto: può infatti segnare la rovina di una persona. È importante riflettere prima di parlare! La parola può benedire o maledire, umiliare o innalzare, infondere vita o spingere alla morte, lodare Dio o offenderLo. Un ! cristiano maturo si nota anche dal modo in cui si esprime. Un modo appropriato di usare la parola è quello di lodare ed innalzare il Signore. Studiati di eccellere in questa disciplina e le tue parole porteranno sicuramente del frutto nella tua vita e contribuiranno ad onorare il Signore. 1) Pr 10:19 2) Mt 13:26 3) cfr. Giacomo 3:1-12

Dio ti benedica!